Girotondo romano

 9788842098232
 Tommaso Giartosio, La O di Roma, In tondo e senza fermarsi mai, Laterza

Pubblicato nella benemerita collana Contromano di Laterza che da anni esplora città e luoghi d’Italia e del mondo, regalandoci alcune opere davvero originali, questo libro è la realizzazione di un’ossessione. E’ il racconto di un percorso impossibile a piedi a Roma, lungo una circonferenza tracciata col compasso, l’ago su Piazza Venezia, la mina sulla casa dell’autore. Una O enorme, un cerchio perfetto che passa per ministeri, caserme, case private, un cimitero, una discarica, il Tevere, un teatro, quartieri eleganti e zone depresse, aree verdi, negozi, scuole e perfino per il Vaticano. L’impresa è proibitiva, ma Giartosio ha dalla sua una notevole tenacia e la leggerezza di andare incontro alla casualità e all’ignoto. Scavalcherà muri, suonerà campanelli, scalerà colline di rifiuti, traverserà binari, tentando di scostarsi il meno possibile dalla circonferenza stabilita. In quello che si rivela progressivamente come un esperimento sul rapporto tra esperienza e scrittura, l’autore incontra persone di ogni tipo, testimonianze storiche e letterarie della città, luoghi desolati e angoli paradisiaci, ricordi, riflessioni e suggestioni: una ricchezza enorme che travolge e a volte frastorna il lettore. Ma nel sottofondo resta sempre, a guidare chi cammina e scrive così come chi legge, la tirannia della O, quasi un incantesimo o un rito da completare ad ogni costo. Forse un gioco di matrice surrealista, forse un tentativo di imporre una forma perfetta al caos metropolitano e mentale che tutti viviamo… in certi momenti Giartosio vacilla, una volta perfino confessa di sentirsi poco più di un monomaniaco, assolutamente solo nel portare avanti un progetto folle. Alla fine però tutto ha un senso, incredibilmente, e il senso è che il viaggio non finisce, il cerchio che si chiude dà vita ad una spirale errabonda che si avvolge all’infinito. E per ripartire, alcune idee le dà la succosa bibliografia finale, da cui ognuno potrà inventare il suo percorso personale.

La citazione: Non so a quale punto del viaggio ho capito che stavo seguendo l’O ma al tempo stesso la fabbricavo, come il ragno tesse la sua tela. Senza di me, non sarebbe esistita: posso ben dirlo, visto che io sono solo un ragno e lei è solo una ragnatela, entrambi così brevi che si può dire che esistiamo solo nel tempo del nostro fare o venir fatti.
Un libro tira l’altro: Francesco Careri, Walkscapes. Camminare come pratica estetica, Einaudi

 

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