These books are made for walking

 5 libri in cammino scelti dalla libraia clandestina

1. Robert Walser, La passeggiata, Adelphi, 1976

Un racconto scritto quasi un secolo fa e considerato uno dei più belli della letteratura tedesca, che riprende il tema classico del vagabondaggio caro al Romanticismo. Di cosa parla? Di un uomo che esce di casa e si mette a passeggiare, e racconta ciò che vede, chi incontra, le parole che scambia, le idee che come nuvole gli passano per la mente. Dietro al tono idilliaco, che ci fa sentire tutta la freschezza di un paesaggio ideale, si percepisce però la malinconia ineliminabile del passeggiatore solitario, tenuta a distanza con un lieve sorriso.

2. Francesco Careri, Walkscapes. Camminare come pratica estetica, Einaudi, 2006

Brillante saggio di un architetto che racconta l’azione del camminare nel suo significato simbolico, che trasforma gli spazi che attraversa. Dai primitivi monumenti di pietre erette alle opere di Land art di Richard Long, dalla deambulazione dada e surrealista agli interventi di riappropriazione delle periferie urbane, lo sguardo di Careri svela una continuità che ha le radici nel nomadismo dei nostri progenitori. Una lettura ricchissima di riferimenti alla storia, all’urbanistica, all’antropologia, ma tutt’altro che specialistica.

3. Paolo Morelli, Racconto del fiume Sangro, Quodlibet Compagnia Extra, 2013

Seguire il fiume Sangro dalle sorgenti fino all’Adriatico camminando al suo fianco, ascoltare le diverse musiche che l’acqua compone nello scorrere, descrivere il percorso fatto e il territorio attraversato: ecco il progetto di Paolo Morelli. Il risultato è un racconto fluido come l’acqua, da cui è facile farsi portare, e che come un fiume in certi momenti si raccoglie in placide pozze di riflessione e consapevolezza. Ma non mancano l’avventura e tante piccole difficoltà, sempre superate grazie all’insegnamento del fiume stesso, maestro di equilibrio e armonia.

4. Adriano Labbucci, Camminare, una rivoluzione, Donzelli, 2011

Riflessione sulla forza che camminare può assumere come esercizio di pensiero, comprensione di se stessi e del mondo, esperienza di libertà, insomma come atto etico e politico. Una sorta di manifesto in cui camminare non è solo azione individuale ma porta in sé anche significati collettivi, scritto con uno stile assai diverso da quello che ci si potrebbe aspettare da un politico di professione quale è l’autore. Un incitamento ai camminatori ad unirsi per cambiare il mondo, che termina con un richiamo ad Alex Langer di cui oggi ricorre il ventennale della scomparsa.

5. Natsume Soseki, Guanciale d’erba, Beat, 2013

Questo libro vale l’acquisto già solo per le prime 3 pagine: è quello che definirei un incipit rivelatore, che dà il tono a tutto il racconto, in cui un pittore cammina tra le montagne del Giappone, vive per qualche tempo in un piccolo villaggio, osserva la realtà e la trasforma in dipinti e poesie. Il suo è un camminare ai limiti dell’incoscienza, che risveglia quelli che vengono chiamati “pensieri fluttuanti” in un’atmosfera sospesa che i camminatori sperimentano in momenti di grazia. Lettura corroborante, consigliata a tutti quelli che credono che camminare sia soprattutto un’arte.

Un pensiero su “These books are made for walking

  1. Pingback: Particelle | librai clandestini

I commenti sono chiusi.