Luoghi del viaggio

A mio giudizio, nessuno è vincolato in permanenza alla sua “identità”; ma neppure è possibile disfarsi delle specifiche strutture della razza e della cultura, della classe e della casta, del genere e della sessaulità, dell’ambiente e della storia. Queste e altre determinazioni trasversali io le intendo non come altrettante patrie, scelte o imposte, ma come luoghi del viaggio mondano: difficili incontri e occasioni di dialogo… Non c’è che continuare a tradurre.

James Clifford, Strade. Viaggio e traduzione alla fine del secolo XX, Bollati Boringhieri, 2008, pag. 22-23