Plagio

Ma ciò che si chiama esperienza non è che la rivelazione, ai nostri stessi occhi, d’un tratto del nostro carattere, che naturalmente ricompare, e ricompare con tanto maggior forza in quanto già una volta l’abbiamo messo in luce per noi stessi, così che il movimento spontaneo dal quale eravamo stati guidati la prima volta si trova ad essere rinforzato da tutte le suggestioni del ricordo. Il plagio umano cui è più difficile sfuggire, per gli individui (e perfino per le nazioni, che perserverano nei loro sbagli e via via li aggravano), è il plagio di se stessi.

Marcel Proust, Albertine scomparsa, Mondadori, 1995, pag. 25