Sono tornate!

La mattina del primo maggio, giorno in cui da ragazzo mi alzavo il bavero della giacca per propiziarne l’arrivo, feci un altro giro attorno al laghetto. A prima vista non ce n’erano nemmeno lì, ma memore di antichi insegnamenti puntai il binocolo molto in alto, ed ccole là: un vortice di uccelli non visibile a occhio nudo, che cacciavano insettini minuscoli ad alta quota, subito sotto le nuvole. Un grido romantico mi sorse spontaneo in gola: “Sono tornate! Sono tornate le rondini!” Erano riuscite a sconfiggere le tempeste, o magari non ne erano state nemmeno sfiorate, lassù nel loro naturale ambiente di riposo.

Richard Mabey, Natura come cura, Einaudi, 2010, pagg. 171-72