Desiderio universale

L’attività frenetica, a scuola o in università, in chiesa o al mercato, è sintomo di scarsa voglia di vivere. La capacità di stare in ozio implica una disponibilità e un desiderio universale, e un forte senso d’identità personale.  C’è in giro molta gente mediocre, semi-viva, che a malapena è consapevole di vivere, se non nell’esercizio di qualche occupazione convenzionale. Portate queste persone in campagna o a bordo di una nave, vederete come rimpiangeranno la loro scrivania o il loro studio. Non hanno curiosità, non sanno abbandonarsi alle sollecitazioni del Caso, non provano piacere nell’esercizio delle loro facoltà se non hanno uno scopo. E se la necessità non girovagasse intorno a loro con un bastone,  starebbero proprio immobili.

Robert Louis Stevenson, Elogio dell’ozio, Stampa Alternativa, pagg. 17-18.