Paradiso

Ripieghi, privazioni e rinunce sono la sorte delle creature. Le nostre brame sono illimitate, il loro appagamento alquanto scarso, e l’urgente “O se almeno!” urta da tutte le parti contro il ferreo “Non si può”, il secco “Accontentati” della vita. Alcune cose ci sono concesse, la maggior parte negate, e la speranza che ciò che oggi è negato rechi domani l’impronta della concessione rimane per lo più un sogno: un sogno paradisiaco poiché le gioie del paradiso devono appunto consistere nel fatto che il lecito e il vietato, così distinti quaggiù, là si fondono insieme e il vietato porta in capo la corona spirituale del lecito, mentre questo acquista, per sovrappiù, il fascino del vietato. Come dovrebbe altrimenti il pover’uomo figurarsi il paradiso?

Thomas Mann, Le teste scambiate, Mondadori, 1960. pag. 134-35