Apri e leggi

Qualche giorno fa è morto Gianni Scalia, critico letterario, intellettuale, uomo curioso. Lo ricordo quando 25 anni fa capitava nella libreria dove lavoravo, sfogliava libri, chiacchierava con tono leggero e ironico. Qui un estratto di una sua bella intervista pubblicata su http://www.doppiozero.com di cui consiglio la lettura.
La libraia clandestina

“Ho letto molti libri e continuo a leggerne anche se certe volte ho la sottile consapevolezza che non dovrei farlo perché tanti libri sono inessenziali, sono cioè dei semplici prodotti dell’industria culturale. Ma gli antichi dicevano tolle et lege, “apri e leggi”, quindi qualsiasi libro aperto può insegnare qualcosa. A questa domanda mi è comunque difficile rispondere perché dei libri che ho letto tendo a ricordare, non so se riesco a dirlo chiaramente, quelli che mi hanno fatto leggere altri libri. Non dico i libri “buoni”, che non so cosa siano, ma i “grandi” libri sono appunto quelli che ti fanno pensare ad altre cose rispetto a quelle che stai leggendo (…) Ma per spiegarmi cito un episodio di Montaigne, che aveva un grande amico, Etienne de la Boétie, uno spirito anarchico che aveva scritto un libro poi tradotto in italiano con Discorso sulla servitù volontaria ma in realtà intitolato Contre l’Un, “Contro l’Uno”, un titolo stupendo che poteva significare il potere, la fama, la ricchezza, il re, l’imperatore: a chi lo accusava di questa amicizia pericolosa, Montaigne rispondeva “Sì, amo molto Etienne de La Boétie, perché lui è lui e perché io sono io”. L’amicizia, l’amore, non sono dunque l’unificazione ma il riconoscimento dell’ alterità: questo credo abbia molto a che fare con la cultura come conversazione e con il paradosso dei grandi libri che fanno leggere altri libri.”