Agile e vivo

Tra i libri di mio padre i più preziosi, o meglio quelli a cui sono più affezionata, risalgono agli anni ’50 e ’60, periodo in cui il babbo aveva finalmente di che comprare libri, bene considerato non di prima necessità ma per lui assolutamente vitale, e che da ragazzo prendeva in prestito alla biblioteca circolante divorandoli in pochi giorni. Nelle foto delle feste di compleanno di me bambina, nello sfondo, si vedono degli scaffaletti in metallo e legno con sopra questi volumi, spesso divisi per collana, primo nucleo della biblioteca paterna.
Resto sempre affascinata dalla veste grafica di questi cimeli, spesso modernissima. Nascevano allora le collane economiche che avrebbero avuto grandissimo successo, tra queste l’Universale Feltrinelli.

Eccone un esempio:

 

Copertina di Heiri Steiner, grafico svizzero che in quegli anni disegnò più di 100 copertine per la UE.
Sulla quarta di copertina una soluzione grafica che mi piace molto per raccontare, quasi in versi, la storia che il lettore sta per scoprire ( e il racconto di Dessì, sia detto non per inciso, è bellissimo):

Infine, la presentazione della collana al lettore, anni ’60 allo stato puro:

Ingenuo fin che si vuole, ma sempre meglio degli orrendi “libri al buio” che furoreggiano alle librerie Feltrinelli, dove pare che il lettore non sappia più scegliere da solo e che il libraio non abbia tempo da perdere a dare un consiglio personalizzato… ma si sa , anche Feltrinelli non è più quella di un tempo…

La nostalgica libraia clandestina

Un pensiero su “Agile e vivo

  1. Quelle collane economiche hanno avuto un’efficacia formidabile nell’avvicinare alla letteratura giovani, lavoratori, persone insomma che riuscivano a spendere per quella cifra. Ed erano davvero ben curate, sia nei contenuti che nella forma. Anche la scrittrice Bianca Pitzorno rievoca l’importanza di queste collane quando era ragazzina (era proprio tra gli anni ’50 e ’60) e con grande soddisfazione poteva spendere le sue paghette per scegliere in autonomia le sue letture. Che tenerezza, ma anche che dignitosa, a leggerla oggi, quella presentazione della collana. Il modo in cui si rivolge al lettore, quelle domande, il “lei”…

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