Animal laborans

Nella giorno della festa dei lavoratori, suggerisco nuovamente ai miei lettori la minibibliografia sul tema “lavorare stanca” pubblicata un anno fa: https://libraiclandestini.wordpress.com/2016/05/01/lavorare-stanca/

Qui di seguito invece una riflessione di Hannah Arendt su tempo libero e consumo; sono parole scritte nel 1958 ma tuttora molto interessanti.
Buon Primo Maggio!

La speranza che ispirava Marx e gli uomini migliori dei vari movimenti operai – che il tempo libero potesse emancipare definitivamente gli uomini dalla necessità e rendere produttivo l’animal laborans – si basava sull’illusione di una filosofia meccanicistica secondo cui la forza-lavoro, come ogni altra energia, non deve andare mai perduta, così che, se non è spesa ed esaurita nel lavoro faticoso per vivere, potrà dar vita automaticamente ad, altre, “superiori” attività…. Un centinaio d’anni dopo Marx comprendiamo l’errore di questo ragionamento; il tempo libero dell’animal laborans non è mai speso altrimenti che nel consumo, e più tempo gli rimane, più rapaci e insaziabili sono i suoi appetiti.  Che questi appetiti divengano più raffinati – così che il consumo non è più limitato alle cose necessarie, ma si estende soprattutto a quelle superflue – non muta il carattere di questa società, ma nasconde il grave pericolo che nessun oggetto del mondo sia protetto dal consumo e dall’annullamento attraverso il consumo.

Hannah Arendt, Vita Activa, Bompiani, 1994, pag. 94.

4 pensieri su “Animal laborans

  1. Sarà lo stile di vita estremamente sobrio appreso in famiglia, sarà che al liceo rimasi tanto colpita dal nobile concetto classico di otium al punto da farlo mio, che mi sento un po’ protetta da certi meccanismi ma basta guardarsi intorno per vedere che la Arendt aveva ben ragione… e ai suoi tempi non c’erano ancora le folle che assediavano i centri commerciali nei weekend! Buon Primo Maggio 🙂

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    • Sottrarsi alle logiche del consumo è molto difficile. Lavoro e consumo sono intrecciati e fanno parte dello stesso meccanismo stritolante. La sobrietà dei consumi è anche un mio obiettivo, ma la tendenza generale è tutt’altra. Sull’alternanza lavoro/riposo e sulla storia del tempo libero segnalo un libro assai interessante: Witold Rybczynski, Aspettando il weekend, Instar libri.
      Buon Primo maggio anche a te… domani ci tocca tornare nel Rettilario! (tu sai di cosa parlo…)

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      • Grazie per il consiglio! E sì, tra l’altro dopo tutti questi ponti e feste mi sono così abituata al tempo libero che ho già perso un po’ l’abitudine alla settimana piena nel rettilario… sarà dura! Buona ripresa a entrambe 😉

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  2. Il succo del discorso sembra essere quello che spesso sento dire ed io stesso dicevo quando tutto era diverso: “lavoro tanto che non ho tempo per spendere (leggasi consumare) quello che guadagno”. Che un “Osservatore romano” potrebbe tradurre:” ch’avrai du sordi (intendendo non il noto e defunto attore ma denarom pecunia) ma fai nà vita……”.

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