Una gioia infantile

Il libraio passeggiò lungo gli scaffali della libreria.
Prese a caso un libro da un ripiano.
Andò alla prima pagina, iniziò a leggere e sorrise.
Voltò pagina, continuò, si lasciò scivolare lungo lo scaffale fino a sedersi per terra. Il suo sorriso si allargò.
Eppure non era un libro divertente, anzi, ma quello era l’effetto che i libri facevano al libraio, ed era anche il motivo per cui era diventato libraio.
Non appena apriva un libro, si sentiva felice.
O, per lo meno, si sentiva bene.
Era quasi una gioia infantile.
Ma anche una debolezza.
Aveva l’impressione che qualcuno si occupasse di lui, che qualcuno si prendesse cura di lui.
Per dirla tutta, quando il libraio leggeva un libro aveva l’impressione di essere amato.

Régis da Sá Moreira, Il libraio, Aisara, 2011, pag. 16

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