Incontri felici

Avendo a disposizione a pochi minuti di cammino in uno dei centri storici più belli d’Italia una biblioteca fantastica dove è possibile prendere in prestito fino a 10 libri, capita spesso che mi faccia prendere la mano e porti a casa libri che semplicemente mi incuriosiscono, o che hanno attirato la mia attenzione tra i benemeriti espositori delle novità e delle proposte dei bibliotecari, magari solo per la copertina e le due righe del risvolto. Oppure libri che ho incrociato per caso in scaffali di settori che frequento abitualmente perché si tratta di argomenti di mio interesse.

Spesso, quando rientro a casa e sfoglio con calma gli oggetti del mio prestito “d’impulso”, mi dico che dovrei limitare il mio eclettismo, che rischia di farmi restare alla superficie di una serie di argomenti meritevoli di ben altri approfondimenti. Ma è più forte di me…

Questi incontri e le successive letture a volte si rivelano deludenti. A volte accade anche che non li legga proprio, certi libri, dopo aver dato un’occhiata alle prime pagine. Poi ci sono gli incontri felici, non così inusuali: libri che come una sorgente fanno scaturire liste di altri libri da leggere, bibliografie infinite di cui non verrò mai a capo ma che mi fanno proprio sentire bene, perché una costellazione di libri che mi aspettano  è immagine della gioia di vivere.
E infine ci sono casi singolari, quando due libri di genere e collocazione lontani tra loro, presi in prestito separatamente e letti in contemporanea, che ad un primo sguardo non hanno nulla da dirsi, si scoprono invece intimamente connessi. Uno illumina l’altro, e viceversa. Spesso si tratta di un saggio e di un romanzo, come questi due:

Quale misteriosa coincidenza mi abbia portato a leggerli insieme non lo so e non mi interessa neanche molto saperlo. L’importante è che accada.

Il saggio di Laura Boella riprende le teorie fenomenologiche dell’empatia e della relazione con l’altro e illustra con grande efficacia la difficoltà e allo stesso tempo l’inevitabilità di aprire il proprio orizzonte all’esistenza degli altri individui.
Il romanzo di Bajani racconta di un bambino e del suo dolore che lo segue come un cane, delle sue paure e del rapporto con la bambina sottile che vive al di là della ferrovia, ma anche dell’infanzia e del diventare grandi. E del potere della parola.

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