Delicata

L’isola – ignota e misteriosa- si stendeva adesso poco avanti a loro e Herrick pensò che nemmeno nei suoi sogni aveva visto qualcosa di più insolito e delicato. La spiaggia era bianchissima e l’ininterrotta barriera degli alberi di un verde incomparabile. La terra si alzava forse di un tre metri e gli alberi più o meno di nove. Man mano che lo schooner scadeva verso nord, il bosco rivelava qua e là delle radure: Herrick, come qualcuno che guardi oltre un muro, riuscì a distinguere chiaramente, oltre la sottilissima lingua di terra, la laguna interna e al di là di questa, con altrettanta nitidezza, la punta più lontana dell’atollo e il disegno svettante degli alberi che si stagliavano contro il cielo mattutino. Si sforzò di trovare un paragone. L’isola sembrava il colmo di un grande vascello affondato nelle acque; era come una banchina ferroviaria inanellata d’alberi, tanto sottile appariva tra i frangenti, così delicata e fragile che non ci sarebbe stato da stupirsi se fosse affondata scomparendo senza rumore tra acque che le si chiudessero sopra pacate.

Robert Louis Stevenson, Il riflusso della marea, Marlin Editore, 2006, pag. 91

Leggendo una semplice descrizione come questa, ricordo e condivido l’affermazione di Jorge Luis Borges: “Fin dall’infanzia, Robert Louis Stevenson è stato per me una delle forme della felicità”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.