Cavia inutile

Io ero convinto che tutto il visibile – persone, automobili, rondini, fili della luce, sputi per terra – fosse una rappresentazione inscenata attorno a me allo scopo di studiare il mio comportamento. Sentendomi osservato, mi davo un contegno per non dare a vedere che mi ero accorto di tutto: cavia consapevole, mi dicevo, cavia inutile, dunque cavia da eliminare.

Michele Mari, Tu, sanguinosa infanzia, Einaudi, 2009, pag. 124.

 

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