Se si riesce

Nel novembre 1943, ad Auschwitz, moriva a 29 anni Etty Hillesum. Il suo Diario è il più luminoso esempio di autoanalisi che io conosca, a paragone del quale sbiadisce anche il suo valore di testimonianza storica.

Una volta è un Hitler; un’altra è Ivan il Terribile, per quanto mi riguarda; in un caso è la rassegnazione, in un altro sono le guerre, o la peste e i terremoti e la carestia. Quel che conta in definitiva è come si porta, sopporta e risolve il dolore, e se si riesce a mantenere intatto un pezzetto della propria anima.

Etty Hillesum, Diario 1941-1943, Adelphi, 1996, pag. 161.

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