Marzapane

Era Natale. Attraversavo la vasta pianura. La neve era come vetro. Faceva freddo. L’aria era morta. Non un movimento, non un suono. L’orizzonte era circolare. Nero il cielo. Morte le stelle. Sepolta ieri la luna. Non sorto il sole. Gridai. Non mi udii. Gridai ancora. Vidi un corpo disteso sulla neve. Era Gesù Bambino. Bianche e rigide le membra. L’aureola un giallo disco gelato. Presi il bambino in mano. Gli mossi su è giù le braccia. Gli sollevai le palpebre. Non aveva occhi. Io avevo fame. Mangiai l’aureola. Sapeva di pane stantio. Gli staccai la testa con un morso. Marzapane stantio. Proseguii.

Friedrich , Natale, racconto inserito nella raccolta Racconti di Natale, con introduzione di Nico Orengo, Einaudi, 2005.

Questo fantastico miniracconto “nero” sta nella sezione Bad Christmas del volume pubblicato da Einaudi nella collana ET con copertina rigida, gran bel regalo ricevuto non ricordo più da chi… raccoglie racconti di autori classici e non, da Buzzati a Stevenson, da Galeano a Rigoni Stern, declinati su un ampio spettro di sentimenti, con sezioni che spaziano da Sad Christmas  a Gli spiriti di Natale. Tra quelli più buonisti, ma comunque non melensi, il superclassico di O’Henry Il dono dei magi, di cui consiglio la lettura per riprendersi dal lucido cinismo di Dürrenmatt.

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