Confonderli tutti

C’erano una volta otto scrittori che erano lo stesso scrittore. Tutti scrivevano del mare e delle sue tremende avventure, tutti usavano parole meravigliose come bastingaggio e bompresso, tutti conoscevano la geografia più lontana, i venti, le faune, le flore, le costellazioni, il computo della posizione, da quella conoscenza ricavando profondissimi affanni; mi facevano ardere della stessa sete e dello stesso delirio, rabbrividire per la stessa tempesta, sprofondare nello stesso identico flutto. La stiva di cui parlavano aveva una sola tenebra, il segreto del capitano non si scioglieva mai, parole e cose passavano intercambiabilmente da un libro all’altro con fantastica continuità, e la mappa… la mappa era spezzettata in tanti frammenti distribuiti in ognuno di quei libri, bisognava averli letti tutti, ricordarseli tutti, confonderli tutti.

Michele Mari, Tu, sanguinosa infanzia, Einaudi, 2009, pag. 47

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