Burocratico usbergo

Perché a un architetto, prima di lasciarlo libero di folleggiare, si chiede di padroneggiare l’architettura di Vitruvio aggiuntavi quella di Le Corbusier, perché a un compositore si chiede la tecnica di Bach e poi quella di Schönberg prima di riconoscergli il diritto di inventare qualsiasi cosa, perché Picasso prima di disegnare una faccia con due occhi sullo stesso profilo ha dovuto superare in accademia tutti gli esami di figura classica, mentre si trova naturale che uno scrittore esordiente scribacchi subito come viene viene, o (che fore è ancora peggio) sotto il meccanico e burocratico usbergo di una scuola di scrittura? (Su quest’ultimo punto, rinunciando ad argomentare, mi limito a una domanda retorica: è possibile immaginare Dostoevskij o Kafka o Gadda frequentare una scuola di scrittura?)

Michele Mari, I demoni e la pasta sfoglia, Il Saggiatore, 2017, pag. 733

3 pensieri su “Burocratico usbergo

  1. Una buona scuola di scrittura é una prof di liceo appassionata di letteratura che ti ” tira su per mano” tra i vari autori come farebbe una colta guida turistica tra le pieghe della sua città. Certo la prof, anche se bravissima, da sola non basta. Bisogna metterci molto del proprio. Con buona pace di “Holden” e dei tanti meno famosi arrivati dopo.

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    • Metterci del proprio di sicuro è indispensabile: avere una storia da raccontare, qualcosa da dire. La tecnica di sicuro si può imparare e la scuola dovrebbe servire a questo, innanzi tutto quella che frequentiamo tutti dai 6 anni in poi: solo se si conoscono la grammatica, la sintassi, l’ortografia, sinanche la punteggiatura, ci si può poi permettere di giocarci e anche di stravolgerle. E questa conoscenza, oltre che sui banchi, si acquista leggendo. Molto meglio di me lo spiega Marco Cavalli nel post che vado a pubblicare a minuti.

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      • Nei vari social leggo post, senza entrare ne merito dei contenuti, la cui forma fa rabbrividire. Non che mi interessi troppo la forma ma si rischia di perdere l’identità linguistica e di falsare la comunicazione. Cosa succederebbe se un ingegnere progettasse un ponte con lo stesso spregio delle regole?

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