Evadere

Un testo rivive perché noi lo leggiamo, perché lo rileggiamo. E leggendolo e traducendolo per la nostra mente a volte menzognera, noi lo viviamo. Noi viviamo. […] Non leggiamo per puro piacere, per evasione, ma per evadere dal cortile della nostra prigione, e questo al fine di incontrarci in attesa sull’uscio; come Hester Prynne che uscita dal carcere incrocia il fiore che è in lei. Il fiore che è lei.

Enrico Terrinoni, Prefazione a Daniele Petruccioli, Le pagine nere. Appunti sulla traduzione dei romanzi, La lepre edizioni, 2017, pag. 10.

 

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