Thousands of millions of stars

Sto leggendo un libro sulla traduzione, più precisamente sulla traduzione di romanzi.  In vita mia mi è capitato di fare qualche traduzione di abstracts per la rivista del museo dove lavoravo e  di materiali tecnico-scientifici, e perfino in questi ambiti poco letterari ho avuto modo di capire che tradurre è difficile e bellissimo, e che avrebbe potuto essere un lavoro adatto a me.

Si dice che tra tutte la traduzione poetica sia la sfida più ardua. Ci vuole un bel coraggio e grande sensibilità… ecco cosa ha fatto ad esempio Roberto Mussapi con una poesia di R.L. Stevenson:

Escape at bedtime

The lights from the parlour and kitchen shone out
Through the blinds abd the windows and bars;
And high overhead and all moving about,
There were thousands of millions of stars.
There ne’er were such thousands of leaves on a tree,
Nor of people in church or the Park,
As the crowds of the stars that looked down upon me,
And that glittered and winked in the dark.

The Dog, and the Plough,and the Hunter, and all
And the star of the sailor, and Mars,
These shone in the sky,and the pail by the wall
Would be half full of water and stars.
They saw me at last, and they chased me with cries,
And they soon had me packed into bed;
But the glory kept shining and bright in my eyes,
And the stars going round in my head.

Evasione notturna

Dala sala le luci ammantavano la casa
oltrepassando finestre e davanzali
e sopra, in alto, la notte era invasa
da milioni di stelle in moti celestiali.
Mai albero ebbe tante foglie sui rami
né chiesa o parco videro tanta gente
quante le stelle che grondavano a sciami
brillando dall’alto nel cielo splendente.

Il Cane, il Carro e poi Orione,
e la stella del Marinaio, e Marte, così belle
splendevano in cielo e il secchio nel cantone
sembrava pieno di acqua e di stelle.
Poi mi hanno scoperto, preso e sgridato,
impacchettato e rispedito a letto,
ma nei miei occhi splendeva lo stellato
nella sua gloria e nel moto perfetto.

Dove il tentativo di conservare il ritmo di Stevenson sacrifica alcuni dettagli del testo originale, ma mantiene il tono generale di stupore infantile.

Robert Louis Stevenson, Il mio letto è una nave, Poesie per grandi incanti e piccoli lettori,  a cura di Roberto Mussapi, Feltrinelli, 1997, pagg. 47-48.

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