Come una poesia

Sono convinto che un buon interprete che lavora con profughi e rifugiati debba saper essere altrettanto creativo di un buon traduttore di romanzi, quando deve far capire, poniamo, all’autorità preposta all’accettazione o al rigetto di un’istanza di un richiedente asilo la storia personale e culturale (dunque anche il retroterra collettivo) di quel particolare richiedente asilo. Se ho trovato il coraggio di scrivere che bisogna trattare una poesia come un essere vivente, è perché andando avanti negli anni mi sono convinto che gli esseri viventi vadano trattati come una poesia.

Daniele Petruccioli, Le pagine nere. Appunti sulla traduzione dei romanzi; La Lepre edizioni, pag. 21

 

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