Si tendono le mani

Mi è accaduto di scrivere anche, in alcune occasioni, che mi piacerebbe, e non mi è mai capitato, non restare chiuso, ma farmi rinchiudere consapevolmente in uno dei grandi saloni di una grande biblioteca. All’inverno e di notte, in quel buio freddo dei grandi stanzoni in cui i libri sono depositati. Io penso, ne sono convinto, che non sono lì inerti, inermi, taciturni, dormenti, ma sono vivi, conflittuano fra di loro, parlano, vibrano come degli uccelli che non trovano requie. Litigano un libro contro l’altro, oppure si abbracciano, si tendono le mani. Allo stesso modo, adesso non vorrei esagerare e farneticare, ma questa è un po’ la mia convinzione, quasi così come Tommaso Campanella, il frate nelle prigioni terribili del Sant’Uffizio, che tendeva dalle grate le mani all’altro frate giovane di cui era innamorato e che era in una cella quasi di fronte a lui, invocandolo amorosamente in questo turpe cielo delle prigioni papali. I libri, in questo senso, non mancano di un loro destino vitale che va aldilà della loro confezione pratica.

Roberto Roversi intervistato da Carlo Ruggiero nel 2005 per Rassegna Sindacale

Un pensiero su “Si tendono le mani

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.