Il resto di niente

Ho acquistato questo libro a metà prezzo al Libraccio (benemerito e mai abbastanza lodato), in un giorno in cui ero in preda ad acuto attacco di nostalgia di Napoli, città del mio cuore come nessun’altra. Ricordavo di aver visto tanti anni fa il film di Antonietta De Lillo tratto da questo romanzo, e che il film mi era piaciuto davvero molto: mi avevano colpito la vicenda drammatica della rivoluzione napoletana del 1799, la recitazione della protagonista, Maria de Medeiros, la ricostruzione storica di alta qualità. Del libro non sapevo altro.

La lettura, oltre a confermare la mia ignoranza in ambito storico (che peccato avere avuto un pessimo insegnante di storia e filosofia al liceo!), mi ha rivelato un autore di gran classe, minuzioso nella ricostruzione ma brillante e rapido nella narrazione. Il resto di niente non ha niente a che vedere con quegli orrendi romanzi pseudostorici infarciti di nozioni che non aggiungono nulla al piacere della lettura: qui leggendo entriamo nell’atmosfera della Napoli borbonica senza neanche accorgercene, perchè vediamo tutto attraverso gli occhi di Eleonora Pimentel de Fonseca, da quando ragazzina giunge a Napoli con la famiglia  di nobili origini portoghesi fino alla sua esecuzione, dopo che la rivoluzione del 1799 finisce nel sangue col ritorno dei Borbone.

Il personaggio di Eleonora detta Lenor è davvero indimenticabile: poetessa, giornalista, intellettuale, donna alla ricerca di un’identità che non dipenda dal ruolo che il mondo maschile le assegna.  Striano rivela grande delicatezza nel raccontarci lo sviluppo dei suoi pensieri e delle sue vicende, sempre intrecciate alla realtà caotica della Napoli di fine 700. Ma insieme a questa donna, l’altra grande protagonista è la città meravigliosa e terribile dove povertà, ignoranza, tirannia vanno di pari passo, eppure spira miracolosamente un vento di felicità.  In questo Napoli non è cambiata poi tanto…

Molte riflessioni sulla cruciale questione del nostro Sud emergono dalla lettura di questo romanzo. Bisognerebbe farlo leggere a chi ci governa e ci ha governato, se solo gli interessasse. Ma, ora come allora, ai potenti della questione meridionale gliene importa il resto di niente.

 

6 pensieri su “Il resto di niente

  1. hai ragione, è un romanzo stupendo, parla di una stagione lontana due secoli eppure è un attualissimo affresco della città (i lazzari che attendono le giornate di pioggia per prendersi in groppa i signori per trasportarli da un marciapiede all’altro di strade impraticabili e guadagnare qualche soldo!)
    ml

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    • Difficile risponderti, mi rendo conto di non essere molto preparata, forse perchè negli ultimi anni gli autori bolognesi sfornano soprattutto gialli-noir che non sono tanto il mio genere… D’impulso ti dico Bar Sport di Stefano Benni, che continua a farmi tanto ridere 40 anni dopo, e Perdersi a Bologna: guida insolita e sentimentale di Matteo Marchesini, pubblicato da Edizioni Interculturali. E poi per la nostalgia c’è sempre una cura: un weekend a Bologna a vedere la mostra dedicata a Hokusai e Hiroshige…

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