Pensiero emozionato

E’ un’illusione dunque quella di potersi raffigurare cosa prova l’altro? E’ inganno o vuota retorica il “rallegrarsi, addolorarsi al pensiero”? Un pensiero emozionato fallisce di fronte al fatto che io e l’altro siamo due esseri distinti, con unità di esperienza reciprocamente autonome, oppure non rappresenta che una delle tante forme di appropriazione che rendono definitivamente l’altro inconoscibile, indistinguibile da un sogno, una fantasia, un’ossessione?

Laura Boella, Sentire l’altro. Conoscere e praticare l’empatia, Raffaello Cortina Editore, 2006, pag. 64.

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