Sicurezze fittizie

Il lettore è un creatore di giardini che miniaturizzano e collazionano un mondo, un Robinson in un’isola da scoprire, ma è anche “in preda” a un’euforia che introduce il molteplice e la differenza nel sistema di scrittura di una società e di un testo. Si deterritorializza oscillando in un non-luogo fra ciò che inventa e ciò che modifica. A volte, in effetti, al pari di un cacciatore in un bosco, tiene d’occhio il testo, depista, ride, gioca d’astuzia oppure viene giocato. A volte perde le sicurezze fittizie della realtà: le sue fughe lo esiliano dalle rassicurazioni che incasellano l’io nello scacchiere sociale.

Michel de Certeau, L’invenzione del quotidiano, Edizioni Lavoro, 2001, pag. 244

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