Eppure

La macchina da scrivere, il suo ticchettio e i suoi accessori, il bianchetto, i trasferibili e la carta carbone ci sembravano ormai appartenere a un’epoca lontana, impensabile. Eppure, nel tornare con la mente a qualche anno prima, quando ci ripensavamo in un bar nell’atto di chiamare chicchessia dal telefono di fianco alla toilette, di scrivere una lettera a P. battendola su un’Olivetti, dovevamo riconoscere che l’assenza del cellulare e della mail non avevano alcun peso sulla felicità o sulla sofferenza.

Annie Ernaux, Gli anni,  L’Orma, 2015, pag. 219.

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