Tre dottori di Salamanca

Certi libri sono come la vecchia pianta di alloro che vedo dalla finestra della cucina di casa: sempreverdi e rasserenanti. La pianta in questione lo scorso febbraio era stata potata in modo radicale, ne restavano solo il tronco e pochi grossi rami. Durante il lockdown è rimasta immobile, ferita, ma già a maggio ha messo le prime foglie ed ora ha una chioma tondeggiante che è una meraviglia. La guardo e penso all’energia positiva che sta nascosta un po’ dappertutto, mi dà coraggio.

Lo stesso effetto me lo fa Gianni Rodari, di cui molto si è scritto, dato che qualche settimana fa ricorreva il centenario della sua nascita nonché il quarantennale della scomparsa. Io lo voglio ricordare con questa foto:

Sono i libri di Rodari che risalgono alla mia infanzia di bambina degli anni Sessanta, che dopo di me sono stati letti e riletti da mia sorella e poi da mio nipote, e che non sfogliavo da decenni. Ora però, visto che il nipote ormai va per i 18 anni, i libri sono tornati a me che ne sono in certo modo custode. Riaprendoli, sono stata investita da un’emozione grande, mi sono sentita di nuovo nella mia cameretta (quella della foto che trovate nella sezione Chi siamo). In particolare mi ha colpito l’ultimo libro della foto, le Filastrocche in cielo e in terra illustrate da Bruno Munari, ristampa 1968 dell’edizione Einaudi del 1960, per il quale esiste solo una parola: prodigio.

Prodigio per la freschezza, l’intelligenza, il divertimento dei testi, prodigio per la genialità delle illustrazioni, realizzate con pochissimi tratti di semplici matite colorate. Prodigio per l’equilibrio tra filastrocca e disegno, rarissimo nei libri per bambini, troppo spesso squilibrati a favore dell’uno o dell’altro.

Eccone un assaggio:

Per chi ha voglia di approfondire, segnalo questo bell’articolo di Valentina Piva su Doppiozero, che tra l’altro racconta la storia editoriale delle Filastrocche:

https://www.doppiozero.com/materiali/rodari-filastrocche-in-cielo-e-in-terra

2 pensieri su “Tre dottori di Salamanca

  1. Mi viene in mente che le favole al telefono (di mia sorella) vennero smarrite In ospedale da mia mamma quando ero ricoverata per togliere le tonsille… un abbraccio dalla Romagna;-)

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