Solo uno scalo

Come diceva Virginia Woolf, non appena oltrepassiamo la soglia di una libreria dell’usato ci pervade una sensazione di avventura: a differenza di quelli più o meno addomesticati delle biblioteche e di quelli obbedienti e leccati che ci offre il marketing delle grandi catene, i libri usati sono piuttosto selvatici e non hanno dimora: sebbene accumulino polvere magari da decenni in un angolo, sembra che siano di passaggio, che il loro posto sullo scaffale sia solo uno scalo nel lungo peregrinare dettato dal caso. E’ forse ciò che più mi piace di questa categoria di librerie, la possibilità un po’ elettrizzante dell’incontro a sorpresa, dell’improvvisata: il fatto che alla fine di una linea discontinua e capricciosa che dipende dai precedenti proprietari e dai remainder, da entusiasmi e delusioni, il libro che ci aspettava e neanche sapevamo che esistesse, finisca a un tratto tra le nostre mani.

Jorge Carriòn, Contro Amazon. Diciassette storie in difesa delle librerie, delle biblioteche e della lettura, edizioni e/o, 2020, pag. 144

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