Chi ben comincia

Ieri giornata di pioggia metodica, irritante e senza personalità (come oggi, peraltro). Avevo bisogno di iniziare un nuovo romanzo, qualcosa di stimolante, che desse un senso alla giornata inaugurale dell’anno che tutti speriamo non dico buono, ma almeno decente. Come sempre in questi casi, mi son messa a scorrere i dorsi dei libri della mia bilioteca personale in cerca di ispirazione: ce ne sono ancora tanti da leggere, ma occorre trovare quello giusto, cosa non sempre facile. Ed ecco che mi è saltato all’occhio, anche perché non ancora inserito in ordine alfabetico di autore nella sezione di riferimento causa mancanza di spazio, e perciò posato orizzontalmente in bella evidenza sui suoi compagni (testi di autori USA) un recente acquisto a metà prezzo: L’amante del vulcano di Susan Sontag. Perfetto! un libro ambientato a Napoli già mi mette di buonumore a prescindere!

Le prime 40 pagine già mi piacciono molto. Conoscevo la Sontag come saggista, ma come narratrice mi pare assolutamente all’altezza.

Protagonista incombente sulle vicende umane lui, il Vesuvio. Ecco una citazione dal prologo, quanto mai attuale, avendo per oggetto le reazioni ad una catastrofe:

Non molto tempo dopo il 79 d.C. – quando la loro fragrante montagna, avviluppata da vigneti, coronata dalle foreste dove Spartaco e le migliaia di schiavi unitesi a lui avevano cercato di sottrarsi alle legioni che li inseguivano, si era rivelata per la prima volta un vulcano – la maggior parte dei superstiti si accinse a ricostruire, a tornare a vivere; là. La loro montagna ora aveva in cima un orrido buco. Le foreste erano state incenerite. Ma anch’esse sarebbero ricresciute. Un punto di vista sulla catastrofe. Era accaduto. Chi si sarebbe aspettato una cosa del genere? Mai, mai. Nessuno. E’ la peggior cosa. E se peggiore, unica allora. Vale a dire irripetibile. Lasciamocela alle spalle. Non facciamo i profeti di sventure. L’altro punto di vista. Unica per ora: ciò che accadde una volta può accadere di nuovo. Vedrete. C’è solo da aspettare. Certo, può darsi che dobbiate aspettare a lungo. Noi ritorniamo. Ritorniamo.

Susan Sontag, L’amante del vulcano, Mondadori, 1995, pag. 8

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