A presto, Sala Borsa!

Qualche giorno fa, la newsletter che ricevo dall’Istituzione Biblioteche di Bologna (anzi no, l’Istituzione non esiste più, cancellata e riassorbita all’interno del Settore Cultura del Comune … ma questo è un altro discorso) conteneva l’invito a compilare un questionario predisposto da AIB (Associazione Italiana Biblioteche) per rilevare i bisogni negati dalla chiusura delle biblioteche e raccogliere elementi utili a capire come arrivare a soddisfarli nonostante le attuali limitazioni ai servizi causa pandemia. Lo ho fatto subito, e sono stata piacevolmente colpita da alcune domande, in particolare quelle che chiedevano di raccontare liberamente cosa manca di più a noi frequentatori di questi luoghi. A me manca l’euforia di essere immersa in un mare di possibili scoperte, autori sconosciuti, collegamenti e percorsi inediti, di essere dentro a qualcosa di molto più grande di me. Un luogo di libertà infinita, insomma. Un rifugio dove spesso vado quando sono di cattivo umore. Funziona sempre. Non ho usato proprio queste parole, ma questo volevo dire. E poi, naturalmente, mi manca quel bell’odore di carta…

La mia biblioteca di riferimento (la raggiungo in 8 minuti a piedi) è la bellissima e ricchissima Sala Borsa, attualmente chiusa al pubblico, ma che per fortuna ha attivi i servizi di prestito su prenotazione. Si accede al catalogo on-line, si prenota il libro/CD/DVD, e si attende la mail della biblioteca che autorizza al ritiro. E’ già tanto rispetto ai mesi di chiusura totale…

L’ultima volta che ci sono stata, ho scattato una foto alla grande piazza coperta centrale, che quando la biblioteca è aperta vede il passaggio di migliaia di persone ogni giorno. I bolognesi la conoscono benissimo, ma gli altri magari no, e volevo proprio farla vedere a tutti. Perdonate la pochezza tecnica dell’immagine, fatta con lo smartphone. Sulla sinistra si intravedono le “gondole” che espongono le ultime acquisizioni e le proposte tematiche dei bibliotecari. Che supplizio, non potersi avvicinare! In fondo, il banco dei prestiti e delle informazioni. Il vero tesoro, le grandi sale delle ex scuderie che ospitano i volumi, sono laggiù, oltre il banco. Dal ballatoio del primo piano si accede a quotidiani, riviste, film. Nel sotterraneo ancora migliaia e migliaia di volumi, e tanta musica di tutti i generi.

Oggi la biblioteca è in penombra, silenziosa, in attesa di ricominciare. A presto, Sala Borsa!

3 pensieri su “A presto, Sala Borsa!

    • Ci sono molte altre belle biblioteche nei Quartieri della città, qualcuna la ho frequentata in passato. Ricordo i pomeriggi passati a studiare per l’esame di Storia moderna alla biblioteca di via Turati, poi trasferita nella bella sede di Villa Spada, e a Palazzo Montanari in via Galliera, che mi incuteva un certo timore, coi suoi schedari cartacei e certe schede ancora scritte a mano… Certamente la nascita di Sala Borsa ha segnato una vera rivoluzione in città, è unica per dimensioni, spazi a disposizione dei cittadini, e per la fantastica sezione Ragazzi, ma tutto il sistema bibliotecario della città è, poco modestamente, di prim’ordine.

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  1. Pingback: A presto, Sala Borsa! – Vita da Museo

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