Un romanzo sorprendente

The Debt to Pleasure è l’opera prima di John Lanchester, autore inglese di cui si è parlato recentemente per il suo ultimo distopico romanzo Il muro, che ho letto e apprezzato qualche mese fa. Di questa glaciale visione di un futuro in cui l’Inghilterra è circondata da un muro continuo, sorvegliato da giovani in servizio obbligatorio a difesa dai minacciosi Altri che vengono dal mare, avevo apprezzato lo capacità di immaginare un futuro assolutamente credibile con un linguaggio scarno, efficace, visionario.

Mi ero ripromessa di approfondire la conoscenza di Lanchester e così ho fatto, in biblioteca ho trovato il suo romanzo di esordio risalente a 25 anni fa. E’ stata una grande sorpresa! difficile immaginare due romanzi più diversi di così. The Debt to Pleasure è un vero tour de force stilistico e narrativo, una lettura travolgente.

La storia, narrata in prima persona dal gourmet Tarquin Winot, sembra quella di un appassionato di cibo che decide di condividere coi lettori menu e divagazioni sui piaceri della tavola e della cucina francese. Sembra, ma non é… e finisce per trasformarsi sotto i nostri occhi nel disvelamento di una follia omicida. Con piccoli accenni disseminati tra la ricetta dell’omelette perfetta e i ricordi della istrionica madre, la descrizione di Saint-Malo e degli inglesissimi vicini di casa del cottage nel Norfolk, si suggerisce con delizioso understatement quello che qui non posso rivelare, in un crescendo che rende difficile interrompere la lettura. Davvero notevole l’abilità di Lanchester nel costruire la lingua parlata da Winot, che fa risuonare l’ironia dandy di un Oscar Wilde coniugata ad una vertiginosa ate dell’inciso, con cui il suo protagonista si fa gioco del lettore (che ne è ben felice, peraltro…) e ad una inusuale frequenza di parole composte, come se cercasse di trasferire in inglese la tipica caratteristica di altre lingue germaniche. Una bella sfida per il traduttore!!!

Insomma una lettura divertentissima, che mi ha definitivamente convinto che Lanchester è proprio bravo. Quindi non finisce qui…

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