Nelle biblioteche severe

Libri nessuno più li vuole cadono i libri come foglie al sole insieme agli uomini sperduti da una guerra terribile delle parole. Anche la città di Bologna si autodistrugge rifugiandosi dentro un quadro antico per cercare le origini e la fonte ma nessuno vuole entrare nelle biblioteche severe, restare a guardare la tivù dà più … Leggi tutto Nelle biblioteche severe

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Si tendono le mani

Mi è accaduto di scrivere anche, in alcune occasioni, che mi piacerebbe, e non mi è mai capitato, non restare chiuso, ma farmi rinchiudere consapevolmente in uno dei grandi saloni di una grande biblioteca. All’inverno e di notte, in quel buio freddo dei grandi stanzoni in cui i libri sono depositati. Io penso, ne sono … Leggi tutto Si tendono le mani

20 parole

Io ti ascolto da solo, mio cuore tu che guardi dai vetri le rare foglie del cielo la terra toccare. L’ora del giorno è rubata dal sole montagne rosse, tre colpi di tosse lontani e poi scende la sera sull’asfalto le voci dei cani sotto i lampi di una nuvola nera. Posso strapparti d’amore il … Leggi tutto 20 parole

Un fischio

Ricordando Roberto Roversi, 28 gennaio 1923 - 14 settembre 2012 Scrivere è quindi un atto politico? Roversi: Il termine “politica” adesso fa rabbrividire, quindi eviterei di usare delle terminologie estremamente pericolose. Direi che è un atto che non ti sottrae mai dal dover fare i conti con la realtà, la realtà fuori e dentro la … Leggi tutto Un fischio

Un lampo

Non sono più giovane e lo so i libri non sono quei tali gattoni che non bevendo non mangiando non dormendo saggi tranquilli pazienti negli scaffali notturni restando elargiscono solo oneste emozioni e salutari ammonizioni ma sanno ferire a fondo con la spada e non lasciare scampo. E'un lampo e il buon lettore resta fulminato. … Leggi tutto Un lampo