Nel cuore di un mortale

Un’onda, per morire, non si nasconde. Ama scomparire sotto gli occhi degli uomini. Con l’avvicinarsi della riva di cui sale la china sabbiosa o rocciosa, s’impenna per compiere un’ultima minacciosa pantomima. Poi, esaurita, crolla in un rumore sordo che si protrae in un lungo brontolio di rovine polverizzate e frementi. Quando è ormai ridotta a un flusso biancastro, ristagna come una schiuma appiccicosa sul fianco di una falesia o, se si arena su una spiaggia, è inghiottita dalla sabbia. La sua anima evapora nel fumo degli spuzzi che si depositano sul volto dei passanti. Talvolta, penetra un petto. E’ allora che nel cuore di un mortale un’onda emana l’ultimo respiro. La malinconia è la sua ultima trasformazione.

Frédéric Schiffter, Filosofia del surf, Il Melangolo, 2017, pag. 46

 

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